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Ogni due anni, nel giorno del Venerdì Santo, Laino Borgo diventa scenario naturale di grande suggestione in occasione della rappresentazione de “La Giudaica”. Si tratta, appunto, della rappresentazione della Passione di Cristo, liberamente tratta dal testo di un certo Morone, domenicano della fine del’700. La dimensione popolare, con la sua tradizione orale fatta di gesti, figure, suoni, ha ormai assorbito da circa due secoli questo testo, lo ha fatto proprio e ne garantisce la sopravvivenza con la forza della ritualità. “La Giudaica” fa parte di quel complesso di rituali della Settimana Santa che, se da un lato segnano il passaggio dalla stagione invernale a quella primaverile dall’altro ricordano un evento attraverso la ripetizione drammatica dello stesso. La vicenda dolorosa di Cristo diventa modello per la comunità lainese. La morte di Cristo, ricordata e ripetuta attraverso il dramma, appare come rifugio della verità e possibilità di sopravvivenza per l’intera comunità che vive il rito “collettivamente”.Una delle peculiarità de “La Giudaica” è il suo carattere itinerante: le piazze, le strade ed ogni angolo del paese, luoghi privilegiati dei rapporti umani, della vita sociale, per un giorno diventano spazio del rituale. Nulla è lasciato al caso; tutto è già predisposto: palchi di ferro e legno con fondali atti a rappresentare i luoghi in cui si svolgeva l’azione; l’esistenza di spogliatoi, l’ordine della processione, il comportamento degli attori, i costumi (realizzati in loco), gli arredi di scena, i gesti, i canti degli angeli. Seguiti da una instancabile folla di persone, circa un centinaio sono gli attori e le comparse: commercianti, operai, artigiani, professionisti che, nonostante non abbiano mai frequentato un corso di recitazione, a volte rivelano attitudini artistiche non comuni, passando velocemente da una scena all’altra, da un “luogo deputato” ad un altro: dall’Ultima Cena alla Cattura di Cristo all’orto degli Ulivi, dal processo religioso davanti al Sinedrio al processo politico da Pilato, dalla Via Crucis alla Crocifissione.
Patrizia Codutti
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